Vicinanza
Vedo, ancora,
con gli occhi della memoria,
quell’uomo piegato
a chiedere l’elemosina
con l’unico suo braccio
rubato alla guerra.
Ascolto, ancora,
con l’eco dei sentimenti
quella voce implorante
frammenti di vita,
chiesti con l’unica mano
sfuggita al destino.
Avverto, ancora,
a distanza di tempo,
l’invito pressante
a spezzare il pane
e mangiarlo insieme
sul desco familiare.
Rivedo, ancora,
nello specchio conservato,
i particolari di un viso,
affascinante magnete
di forti ardori,
difficili a spegnere.
Ricordo, ancora,
come splendidi flash back,
momenti intensi
di vibrazioni continue,
per amori sbocciati
sulle strade della gioventù.
Rivivo, ancora,
con la stessa intensità,
le forti emozioni
di preghiere rivolte
al Tabernacolo rinchiuso
nella teca del mio cuore.