Le sorti del destino
Era fiorito
quell’albero del tempo,
con lei, linfa vitale;
ora è diventato
terribilmente spoglio
proiettato nel vuoto cielo.
Quelle foglie,
ricche di verde,
quali mani imploranti,
mi accarezzavano il viso;
ora cadono lontano,
volando via,
spinte da impetuoso vento.
Quei rami,
folti come i capelli,
quali braccia possenti,
avvolgevano il mio corpo;
ora sono vanamente presi
dal freddo della morte,
fuga senza ritorno.
Quella terra,
prospera come giardino,
quale madre premurosa,
donava la vita;
ora, imperterrita, attende il sole,
dopo l’imprevisto eclissi,
felicemente superato.